Gargano: la Foresta Umbra si racconta

Intervista nel Parco alla scrittrice Lucia Tancredi autrice di “Gargano negli occhi”

La foresta è Umbra perché, da quel buio immoto che forse era il camminamento del mondo, è quanto resta del gettito verde che innescò la creazione”.

Così Lucia Tancredi, autrice di “Gargano negli occhi”, comincia il capitolo dedicato interamente alla Foresta Umbra.

L’autrice vive e lavora – è insegnante di Letteratura italiana – a Macerata ma è nata a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia. Il suo cuore è tutto immerso nel Gargano descritto come “un’isola flottante verde e viola, in mezzo a una terra brada”.

Lucia Tancredi ci accompagna con il suo libro in giro per la Foresta dove “i faggi dai fusti svelti lisci e marezzati di licheni, le foglie come piccole spolette verdi, stanno tutti insieme”.

La nostra guida d’eccezione continua la narrazione fantastica del bosco con l’incontro del “cerro, fratello germano della quercia, nelle propaggini boschive intorno a San Marco in Lamis, è talmente familiare che, nel dialetto, per dire albero si usa per antonomasia il termine cerre”.

Il legno duro e resistente – continua nel racconto Lucia Tancredi – ha fatto pagare un prezzo altissimo al Gargano che, dalla fine dell’800 agli anni Sessanta, ha dovuto fornire traversine di cerro per i binari delle ferrovie statali…”.

La Foresta Umbra, polmone verde del Gargano, con le sue Faggete Vetuste, rientra nel Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco.

Estesa per oltre 10 mila ettari, la Foresta Umbra arriva sino agli 830 metri di altitudine e offre una grande varietà di flora e fauna che popola l’intera superficie.

L’area della foresta arriva sino nei comuni di Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, Vieste, Carpino e Peschici. Alcune zone sono interdette ai veicoli a motore, per preservarne l’ambiente, alcune sono addirittura inaccessibili al pubblico, in quanto habitat della maggior parte delle specie animali di questo posto, come lepri, scoiattoli, piccoli roditori, fagiani, cinghiali, donnole, caprioli e talvolta anche cervi, daini, volpi, tassi e gatti selvatici.

A seguire l’intervista a Lucia Tancredi.

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