L’ultimo cantore di Carpino: facevamo la rivoluzione con la tarantella

Intervista a Nicola Gentile: “la Musicanova di Eugenio Bennato è nata qui”

“A Milano i giovani facevano la rivoluzione e ballavano la tarantella del Gargano. Io cantavo e suonavo al Leoncavallo, nello storico centro sociale. Poi d’estate in tanti si trasferivano a Carpino a studiare le origini dei canti di amore e di sdegno. Alla fine degli anni Settanta arrivò Eugenio Bennato con Carlo D’Angiò. La tarantella del Gargano e i canti di Carpino entrarono subito nelle note della ‘Musicanova’.

Oggi continuiamo questa tradizione, suonando nelle piazze e raccontando le storie dei cantori e celebriamo, con mia moglie Rosa, gli amori del passato e quelli di oggi armati di chitarra battente e castagnole”.

Nicola Gentile, l’ultimo dei cantori di Carpino, vive sulla riva del lago di Varano e ha costruito con le sue mani un pontile artigianale per andare a pesca quando non si esibisce.

Qui sono passati anche Renzo Arbore e Teresa de Sio, appassionati di musica carpinese. La prima aggregazione di cantori risale agli anni Venti del secolo scorso, con i maestri Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone.

Il maestro Gentile – nell’intervista a seguire –  racconta dell’incontro a Carpino con Eugenio Bennato.

Per saperne di più:

www.cantoridicarpino.it

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